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Agenda

Il cavaliere della fame
Mercoledì 14 marzo 2012 alle ore 17,00, sarà presentato a Nuoro il libro di Salvatore Tola, Il cavaliere della fame. Mastru Juanne nella poesia sarda e nelle tradizioni popolari, edito dall'Istituto Superiore Etnografico della Sardegna.
La presentazione si terrà nei locali della Biblioteca dell'ISRE in via Papandrea, 6.
Dopo il saluto delle autorità, interverranno Paolo Pillonca, esperto di poesia sarda e Natalino Piras, scrittore.
Sarà presente l’Autore.

Il libro
Salvatore Tola, nel libro che cura, ci dà testimonianza dei poeti che nella Sardegna settentrionale e nelle Barbagie – in queste ultime soltanto per ritrovamenti episodici e isolati - hanno cantato la fame, impersonata dalla figura di Mastru Juanne, a cui, appunto, si riconosce il titolo di Cavaliere.
Oltre a renderci diciotto componimenti poetici, di cui solamente tre anonimi, il curatore, in un ampio saggio introduttivo fornisce le caratteristiche di Mastru Juanne (per lo più povero, forestiero e redivivo ciclicamente) e, per meglio comprenderlo, richiama le pesti e le carestie che hanno flagellato la Sardegna, offrendo in sottotraccia anche la storia dell’alimentazione nella regione. In questo scenario viene condotta la disamina della figura del Cavaliere della fame nella storia degli studi, per lamentarne quasi una “congiura del silenzio” anche nei classici degli studi demoetnoantropologici sardi e sulla Sardegna.
A dire il vero si tramandano i ricordi e i racconti delle pestilenze e delle carestie che imperversarono nell’isola non solo oralmente ma anche negli studi storici e sociali. Anzi questi ultimi sono stati determinanti per promuovere indagini e interventi istituzionali nazionali e regionali sul malessere, e quindi anche per debellare la piaga della fame, in Sardegna.
Caratterizzano inoltre il lavoro di Salvatore Tola la vivezza e la freschezza con cui ci rende la figura di Mastru Juanne e i temi che questa figura mette a fuoco - che poi non è altro che la vivezza e la freschezza con cui la poesia sarda ci dà l’incarnato delle comunità di cui parla.
Con ironia lieve le canzones aiutano a ripercorrere le tragedie della fame, consentendo di tollerare ed elaborare questi drammi collettivi delle genti di Sardegna.
Nella capacità di ridare parola e voce alla poesia e quindi alle soggettività individuali e collettive, capaci di far emergere le peculiari rappresentazioni di eventi e contesti umani cantate dagli aedi sardi, sta la novità di questo utile e bel libro.

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