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Visita al museo

 
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Nuoro, Museo Etnografico Sardo
Il Museo del Costume, edificato nel 1957 su progetto dell’architetto Antoni Simon Mossa, è dal 1976 il maggiore Museo Etnografico della Sardegna.
Dopo una profonda revisione tematica e di ampliamento, il Museo è stato riaperto al pubblico il 19 dicembre 2015.
Il nuovo allestimento offre una rappresentazione generale della vita tradizionale dell’isola, dal lavoro alla festa, attraverso la testimonianza dei modi dell’abitare e del vestire, dell’alimentazione, della religiosità e dell’immaginario popolare. Una straordinaria esperienza culturale viene proposta attraverso ambientazioni, diorami, ricostruzioni, filmati e suoni e la visione degli oltre 5.000 oggetti esposti.
La visita si articola attraverso dieci sale tematiche.
Sala I SALA I "INTRODUZIONE ALLA SARDEGNA"
La visita inizia con la scoperta dell’Isola di Sardegna attraverso un video wall di immagini fisse e filmati che scorrono sul grande schermo.
Tutt’intorno alle pareti una timeline di testi e disegni fornisce una sintesi dei momenti storici più significativi che hanno interessato l’isola dalla preistoria ad oggi.
Sala II SALA II "LA COLLEZIONE COLOMBINI"
All’interno della sala si può ammirare “La Collezione Colombini”, una raccolta di grande interesse etnografico esposta secondo il gusto e lo stile del primo Novecento.
Il Prof. Pio Colombini medico toscano, professore all’Università di Sassari e poi in quella di Cagliari, tra la fine dell’Ottocento ed il 1913, appassionato cultore delle tradizioni popolari e dell’artigianato della Sardegna, iniziò a collezionare, mobili in stile sardo, casse intagliate, tessuti, gioielli, armi, cesti, zucche, cartoline illustrate che attraverso vaste relazioni si faceva inviare da tutta la Sardegna. Tutti questi oggetti vanno a costituire parte del nucleo iniziale delle collezioni del Museo.
Sala III SALA III "PASTORI E ALLEVATORI"
Questa sala introduce il visitatore nel mondo della pastorizia.
Il territorio è stato adattato dagli uomini e gli uomini, nei millenni, si sono adattati ad esso. Il pastore, sa distinguere lo spazio utile, cioè la terra, conosce strategie e tattiche per utilizzarla come produttrice spontanea di cibo e di riparo per il gregge.
Sala IV SALA IV "AGRICOLTURA"
Questa sala è dedicata agli artigiani della terra: gli agricoltori. Un diorama offre ai nostri occhi una veduta che ci porta nelle ampie distese del Campidano dedicate alla coltivazione del più prezioso dei cereali: il grano.
“In tutta la Sardegna, il carro a buoi è sempre stato a sole due ruote e trainato da una coppia di buoi. E’ stato il principale mezzo di trasporto usato nel lavoro agricolo in Sardegna. La proprietà di almeno un giogo di buoi e di un carro era anche il primo passo e il primo segno di un’ascesa verso la situazione di coltivatore più o meno autonomo.” (Giulio Angioni ,1975)
Sala V SALA V "CACCIATORI E PESCATORI"
In questa sala la vetrina diorama mostra un pastore/cacciatore in una fase della battuta di caccia senza precisare se si tratti di caccia grossa o minuta. L’abbigliamento è quello nuorese tipico di un pastore degli anni 50. L’abito, gli scarponi, i gambali, la cartucciera e la sacca/zaino, detta taschedda, sono opera di artigiani locali.
Sala VI  “ Lavorazione delle farine e preparazione del pane”SALA VI “ LAVORAZIONE DELLE FARINE E PREPARAZIONE DEL PANE”
Questa sala introduce ai temi della preparazione dei cereali e alla panificazione. Quasi esclusivamente femminile era il ciclo vero e proprio della panificazione, sia nelle fasi preliminari (lavaggio e vagliatura del cereale, molitura, setacciatura) sia nel processo vero e proprio di produzione ( la preparazione del lievito, lavorazione dell’impasto, modellazione dei pani, cottura). I sistemi usati in Sardegna per la molitura dei cereali erano fondamentalmente due: la mola asinaria, variante della mola romana antica, e i mulini ad acqua. Successivamente si diffusero i mulini pubblici elettrici che decretarono la quasi totale scomparsa dei sistemi precedenti.
Sala VII SALA VII "LA TESSITURA"
Introduce a questa sala uno spazio occupato da due telai: uno verticale con struttura molto semplice ad un solo liccio ed uno orizzontale dotato di pedaliera e gruppo di licci. Una serie di immagini e testi descrivono le materie prime di origine animale e vegetale impiegate nella tessitura mentre, sullo sfondo, si possono ammirare immagini di tessitrici nei loro laboratori e tattoo-wall che illustrano diversi tipi di tessitura con tecniche che vanno da quella più semplice a quella più complessa.
Sala VIII SALA VIII "LA PROCESSIONE"
La parte centrale della sala è occupata da una grande vetrina con 52 manichini posizionati in modo da evocare un corteo di fedeli, provenienti da tutta l’isola, che s’incammina verso un santuario campestre in festa. I personaggi maschili e femminili indossano per lo più abiti festivi e nuziali originali d’epoca, arricchiti da vistosi ornamenti.
Sulla destra a parete un gioco grafico che scompone le figure per evidenziare l’insieme degli indumenti e in che modo vengono indossati.
Sala IX SALA IX "IL TESORO"
Questo ambiente è dedicato alla religiosità popolare, alla superstizione e alle pratiche propiziatorie tra magia e religione. Una grande vetrina accoglie lo spaccato di una cappella, nella ricostruzione trovano posto sullo sfondo una nicchia che contiene la statua della Madonna, con appuntati sulla veste ex voto in oro e argento.
Sala X SALA X "“CARNEVALE DELLA BARBAGIA E STRUMENTI MUSICALI TRADIZIONALI”
Questa sala dedicata al Carnevale barbaricino, ora rinnovata, era presente fin dal 1983 ed aveva costituito una novità regionale e nazionale nell’ambito delle esposizioni museali permanenti.