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Visita al museo

 
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Nuoro, Museo Etnografico Sardo
Al di là della sua denominazione, che fa presagire la presenza di tematiche afferenti all'intero universo del mondo popolare sardo, di fatto la connotazione sostanziale del museo è fino ad oggi rimasta quella di un museo del costume.
Il nuovo Museo vuole invece configurarsi come luogo di rappresentazione generale della vita tradizionale dell'isola che rimanda a una rete di musei locali quali strutture specializzate per tematica o per territorio: temi e reperti del museo regionale divengono parte di un ideale catalogo dei segni dell'identità della Sardegna; un museo, dunque, più antropologico e meno etnografico, sebbene le collezioni che formano l'attuale patrimonio repertuale siano destinate a mantenere a una notevole visibilità. I lavori inerenti a questo progetto hanno preso avvio nel Gennaio del 2004.
Il Museo è rimasto tuttavia aperto nelle parti non interessate all'intervento; pertanto l'attuale percorso si snoda attraverso tre aree: una grande sala che ospita gran parte delle tipologie delle raccolte, divise in sezioni, una saletta dedicata agli strumenti musicali ed una sezione dedicata al carnevale barbaricino costituita da tre sale.
Abiti tradizionali della Sardegna collocati sulla pedana centrale della Sala Principale SALA PRINCIPALE
La prima sala, molto ampia, è caratterizzata da una pedana centrale che riproduce il profilo delle coste della Sardegna, sulla quale sono collocati oltre 80 abiti tradizionali completi, montati su manichino, distribuiti in corrispondenza delle zone geografiche di provenienza.
Primo ambiente – La Collezione Colombini, veduta lato sinistroPRIMO AMBIENTE – LA COLLEZIONE COLOMBINI
La Collezione Colombini è una raccolta di mobili, tessuti, gioielli, armi, cesti, zucche ed oggetti in legno intagliato che costituisce parte del nucleo iniziale delle collezioni del Museo. I materiali sono esposti seguendo lo stile ed il gusto del tempo.
Secondo  ambiente – Religione e devozione popolareSECONDO AMBIENTE - RELIGIONE E DEVOZIONE POPOLARE
Il secondo ambiente è dedicato alla religione e alla devozione popolare. Nella ricostruzione di un ambiente ecclesiastico trovano posto casse tradizionali caratterizzate dal pannello frontale intagliato con motivi di ispirazione religiosa, immagini sacre, tessuti, arredi ed accessori.
Terzo ambiente TERZO AMBIENTE - RELIGIOSITÀ POPOLARE, SUPERSTIZIONE E PRATICHE PROPIZIATORIE TRA MAGIA E RELIGIONE
Il terzo ambiente è dedicato alla religiosità popolare, alla superstizione e alle pratiche propiziatorie tra magia e religione. Gli oggetti esposti testimoniano la straordinaria diffusione, in Sardegna, di religiosità popolare, superstizione e pratiche propiziatorie.
Quarto ambiente - Abbigliamento festivoQUARTO AMBIENTE - ABBIGLIAMENTO FESTIVO
Il quarto ambiente presenta alcuni esempi di abbigliamento festivo. Gli abiti festivi, che per il valore intrinseco e affettivo venivano conservati con cura e trasmessi di generazione in generazione, sono quelli piu' presenti nelle collezioni pubbliche e private.
Le maschere del carnevale di OttanaSALE DELLE MASCHERE DEL CARNEVALE DELLA BARBAGIA
Attraverso una sala di collegamento dedicata agli strumenti della musica popolare sarda , si accede alle sale delle maschere del Carnevale della Barbagia: i Thurpos e l'Eritaju di Orotelli, i Boes e i Merdules di Ottana e i Mamuthones e Issohadores di Mamoiada.